Stai pensando di acquistare casa ma non sai qual è il momento migliore per farlo? Beh, sicuramente se lo fai quest’anno pagherai di meno dello scorso anno.

Secondo i nuovi dati diffusi dall’Abi, infatti, nel 2024 avremo un vero dietrofront dei tassi sui mutui, dopo un anno esatto di rialzi. Basti pensare che nel gennaio 2022 il tasso d’interesse era sotto l’uno per cento, mentre nel 2023 è arrivato a sfiorare il cinque per cento.

Una ventata di ottimismo, dunque, per coloro che stavano aspettando un miglioramento del tasso d’interesse per acquistare casa, ma anche per chi aveva acceso un finanziamento lo scorso anno con un tasso variabile.

Quali sono le prospettive di risparmio?

Per chi sceglie il tasso fisso, l’obiettivo del 2024 è del 2%. L’inflazione si sta abbassando e per questo ci sono buone possibilità da parte della Bce di invertire la rotta, di cambiare la sua politica monetaria.

Ma come può fare a beneficiare del cambiamento chi lo scorso anno ha acquistato un immobile a tasso fisso? Beh, la soluzione va ricercata in una rinegoziazione del finanziamento, oppure con una surroga presso un’altra banca.

Secondo un’analisi realizzata dall’Ufficio Studi di Telemutuo, infatti, su un finanziamento stipulato lo scorso anno, della durata di circa 30 anni e di un importo che può andare dai 110mila ai 20mila euro, quest’anno si potrebbero avere risparmi tra gli 11.600 e i 28.000 euro totali.

Quali sono le agevolazioni disponibili nel 2024?

Le agevolazioni di cui può beneficiare chi decide di acquistare casa nel 2024 sono numerose. Tra queste, per chi richiede un mutuo per la sua prima o seconda casa, ci sono le agevolazioni relative al mutuo green. Tale tipo di mutuo ti rivolge a chi ha intenzione di comprare una casa ad alta efficienza energetica oppure vuole acquistare un edificio che ristrutturerà al fine di implementare le sue prestazioni a livello di efficienza energetica.

Da tenere conto, inoltre, del fatto che il comma 7 della Legge di Bilancio ha esteso la garanzia massima dell’80% del Fondo di Garanzia fino al 31 dicembre 2024.

Altro dato interessante è legato al comma 8 della stessa legge, che assegna ulteriori 282 milioni al Fondo per l’anno 2024.

E quindi, quest’anno sarà meglio scegliere il tasso fisso o variabile?

Dare una risposta univoca non è semplice. Scelte di questo tipo non sono mai semplici. Ognuno dovrà valutare la propria situazione personale, le proprie variabili di crescita da un punto di vista lavorativo e la propria situazione finanziaria sul lungo periodo. Inoltre, a fare la differenza è anche il tipo di contratto di mutuo.

Quindi partiamo dalle differenze generali tra tasso fisso e variabile e poi scendiamo nel dettaglio, analizzando un caso specifico.

Se sceglierai il tasso fisso potrai avere la certezza di pagare la stessa rata per tutta la durata del mutuo, a meno che non sia tu a decidere di rinegoziare il finanziamento o di richiedere una surroga. Dunque col tasso fisso non avrai alcun tipo di sorpresa: la cifra pattuita per la rata mensile del tuo mutuo non cambierà mai.

Per il tasso variabile, invece, il discorso cambia. La rata mensile del mutuo, in questo caso, varierà a seconda del tasso d’inflazione e delle politiche monetarie in corso. E questo potrebbe andare a tuo vantaggio o svantaggio, in quanto la rata mensile del mutuo potrebbe aumentare o diminuire a seconda del periodo storico che l’economia italiana starà vivendo.

Andiamo dunque nello specifico e menzioniamo una simulazione fatta da Mutuionline.it che tiene conto del tasso attuale, di gennaio 2024. La somma da finanziare per il mutuo di una casa di 200mila euro con sede a Milano è di 100mila euro. La durata del mutuo è di 30 anni.

La rata che offre Banca Sella, in questo specifico caso, è di 518,64 euro (con un TAN del 4,70% e un TAEG del 4,96%) mentre quella di Intesa Sanpaolo, alle stesse condizioni di Banca Sella, è di 552,20 euro (con un TAN di 5,25% e un TAEG di 5,60%).

La differenza tra i due mutui fisso e variabile è di circa 100 euro. Stando alle previsioni di mercato, però, tale scarto è destinato ad azzerarsi nel corso di quest’anno. E a migliorare ancora nel prossimo anno.

Ed è per questo che, come abbiamo detto all’inizio, è difficile dire cosa sia più conveniente per tutti. La scelta tra tasso fisso e variabile è qualcosa di strettamente personale e deve tenere conto delle possibilità economiche del soggetto che deve effettuare l’acquisto, sia nell’immediato che nel lungo periodo.

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